Cos'è un totem NFC
È un oggetto in legno massello, costruito a mano come il biglietto da visita Wood·Touch, con lo stesso chip NFC nascosto dentro. Si appoggia su un banco, si fissa a un muro o si posiziona a colonna, e funziona nello stesso modo: un telefono si avvicina, il chip risponde, si apre una pagina.
La differenza con il biglietto non è tecnica — è d'uso. Il biglietto viaggia con una persona. Il totem resta in un posto, ed è quel posto a parlare a chiunque ci passi davanti, anche quando non c'è nessuno dietro il banco.
Niente corrente, niente batteria, niente cavi
È la prima domanda che riceviamo, e la risposta cambia dove si può mettere. Il totem non ha bisogno di alimentazione: il chip si accende con il campo magnetico del telefono nell'istante della lettura, e fra un tap e l'altro è inerte. Non c'è una presa da trovare, non c'è un cavo da nascondere, non c'è niente da ricaricare la sera.
Significa che si sposta quando serve, che si mette su un mobile senza prese vicine, e che non smette di funzionare durante un blackout — cosa che a un tablet a parete succede.
Cosa può mostrare
Dalla dashboard si accendono i blocchi che servono: un menù digitale per un ristorante, un modulo per lasciare nome ed email con il consenso privacy raccolto sulla pagina stessa, il link alla scheda Google per le recensioni, i profili social, il numero WhatsApp, un PDF (listino, carta dei servizi, planimetria) o un assistente AI che risponde alle domande dei visitatori.
Si cambia in qualsiasi momento senza toccare l'oggetto fisico, e l'ordine dei blocchi lo decidi tu: quello che sta in alto è quello che viene toccato di più.
Chi arriva e non parla italiano
In una reception d'albergo, in uno studio medico in zona turistica o a un evento internazionale, una parte dei visitatori non legge l'italiano. La pagina se ne accorge da sola: rileva la lingua del telefono e si presenta in una delle dieci lingue previste — italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, russo, polacco, bulgaro, croato e sloveno — con un selettore in alto per cambiarla. Il cartello plastificato in tre lingue, appeso al muro, fa un lavoro peggiore e costa di più ogni volta che cambia qualcosa.
A chi serve davvero
Alla reception di uno studio professionale, dove sostituisce il modulo di carta per lasciare un contatto. In un hotel o un B&B, per il check-in e il consenso privacy. In uno studio medico, per l'anamnesi o il consenso informato. In una palestra o un centro estetico, per la scheda cliente. In un ristorante, al posto del menù plastificato che si sporca e non si aggiorna mai — e lì il confronto con il QR code sul tavolo merita un discorso a parte. In uno showroom o un negozio, dove un cliente può salvare da solo i contatti dell'attività senza aspettare che qualcuno sia libero.
Il punto in comune: un momento in cui c'è un oggetto fisico fermo, e nessuno che possa stare lì a spiegare tutto a voce ogni volta.
Il banco è di metallo, e risponde lo stesso
Le reception hanno quasi sempre un piano con struttura metallica sotto, ed è la situazione in cui un tag NFC non schermato semplicemente non risponde. Il chip del totem è schermato contro le interferenze: funziona anche appoggiato su metallo. È un dettaglio che nessuno mette in vetrina e che si scopre al primo tentativo.
Le tre versioni
Da banco — 89 €, 20 × 30 × 15 cm: pensato per reception e casse, sta accanto al registratore senza rubare spazio.
A muro — 59 €, 20 × 15 × 15 cm: per chi non ha piano d'appoggio, all'ingresso o accanto alla porta.
A colonna — 129 €, 20 × 100 × 15 cm: si vede da lontano, utile in ingresso o a una fiera.
Tutti e tre in legno massello, costruiti a mano, con lo stesso chip dentro e la stessa dashboard per configurarli. L'essenza standard è l'Abete; altre su richiesta. Sul sito c'è anche un modello in realtà aumentata: dal telefono si appoggia il totem virtuale sul proprio banco per vedere se le misure funzionano, prima di ordinare.
Cosa vedi dopo averlo messo
Ogni visita lascia una riga: giorno e ora, lingua del telefono, tipo di dispositivo, quanto è rimasto sulla pagina, quali blocchi ha toccato. La dashboard li mette in grafico, e la distribuzione oraria è la parte che sorprende di più: dice a che ora la gente guarda davvero, che quasi mai è l'ora in cui si pensava.